Descrizione
Signy Island, 6 gennaio 2013.
A cemetery Bay c’ero anch’io: bravo Luca! Mi e’ piaciuto leggere, pur con qualche giorno di “inerzia” (non-grazie alla mia scarsa cyber-capacita’ e ai collegamenti internet, non facili qui a Signy I.) la tua cronaca e le tue riflessioni sulle croci di cemetery B. ... ma mi manca qualcosa. Non avrei saputo “dire” meglio: ma le sensazioni e “l’eloquenza” del nostro silenzio nella breve visita erano un po’ oltre i fatti e le ipotetiche storie che hai ben raccontato. E’ la storia e il senso delle croci: quelle dei coloni del far west, di quelle dell’altopiano di Asiago, di alcune croci misteriose senza nome o date in montagna e sulle strade... la stessa sensazione di deferente rispetto per chi non c’e piu’ per aver fatto, qualcosa di grande o a causa di un incidente. Forse e’ voler capire se in quelle croci ci sono davvero le loro “anime prese” da una natura severa o se siano solo il segno del loro passaggio o se siano il desiderio di testimoniare un’immortalita’ che forse e’ solo un sogno. Ai miei figli raccontando del nonno che non hanno conosciuto, racconto della sua “anima” immortale: di amministratore pubblico ricordato con affetto, di imprenditore corretto e rispettoso, di padre severo e rigoroso. Forse io da buon padre dovrei raccontare di angeli, santi e di un gran vecchio dalla barba bianca comprensivo e paterno, ma non ce la faccio. Ma allora il rimettere in piedi due delle 5 croci cadute per il trascorrere del tempo o per l’innocente urto di un elefante marino intorno che significato ha avuto? Un senso di semplice “riordinare” un piccolo disordine o un micro contributo a questa immortalita’? Con la “saggezza” dei miei oltre cinquant’anni, non ho ancora una risposta ... chissa’ se in futuro... F.
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