Descrizione
Signy Island, 10 gennaio 2013.
Nelle varie attivita’ della vita in base ci sono “di base” alcune cose collaterali all’attivita’ propria per cui siamo qui e che Luca vi descrive benissimo. Lasciamo da parte pulizie varie, stendiamo un velo pietoso sul turno-cucina (cooking !) anche se le rispettive mogli e madri vorrebbero sapere, ma parliamo di cose serie: esercitazioni antincendio (gia’ la scorsa settimana) molto rapida e teorica e l’altro ieri, l’eserciztazione si soccorso e pronto soccorso (S.A.R. – search and rescue).
Per cui secondo una dinamica ben familiare a chi scrive essendo soccorritore volonario certificato per l’emergenza 118 in patria, a Cisano B.sco (Soccorso Cisanese ONLUS), il capobase ci segnala per il pomeriggio lo “scenario” di esercitazione SAR. Infatti, la povera “finta-vittima-Stacey”, dovendo spesso per ruolo e interesse scientifico arrampicarsi sulla scogliera a studiare nidi e abitudini dei pennuti della zona, stavolta finge di non ritornare e alle 14.00 scatta l’allarme. ... Stacey non e’ rientrata per l’ora prevista e non risponde alla radio... . Marie e Luca incaricati delle ricerche partono subito. Io e Bruce prepariamo il materiale di soccorso (logistico e sanitario). Mick pronto a intervenire per il trasporto. I due della “ricerca” (M e L) faticano non poco (anche per la neve che era caduta fino a due ore prima e rendeva un po’ critiche le cengie sulle quali hanno dovuto arrampicarsi) a cercara la (finta) malcapitata, trovatala segnalano a me e B. dove raggiungerli con tutto l’armamentario e dopo pochi minnuti siamo tutti al “capezzale”. La brava S. finge benissimo (impiastricciata di concentrato di pomodoro ... rigorosamente di produzione italiana ! ndr) e’ cosciente ma non “alert”, le viene bloccato il rachide, viene valutata, coperta calda ... parametri ... ossigeno, collare, fasciature ... tutto come avviene in ambiente “collinare” tiepido di casa mia, quando si fanno questi scenari per testare in condizioni piu’ realistiche le nozioni che i formatori ci insegnano. Arriva la barella (M) e caricata l’imbacuccatissima e bloccatissima S., si trasporta fino in base dove, entrando con la foga chi ha portato a compimento un’opera meritoria, (e anche un po’ faticosa) quasi demoliamo una porta!
Tutto bene: ma molto bene direi, visto luoghi, condizioni meteo e tutto il contorno. Svolgo tutte le settimane un servizio di volontariato (per lo piu’ notturno avendo il “vizio” di lavorare di giorno), sono abbastanza abituato a tutto quanto e direi che il “raffronto” con le comode condizioni “di casa” e le rigide disposizioni in materia del serv. naz. Per l’emergenza 118 ... molto positivio. Il coordinatore di tutto, Bruce, si vede, ha tutto ben chiaro i protocolli, gestione e uso dei presidi, modalita’ operative. D’altra parte tutto il “servizio” di ricerca e soccorso e’ qui molto particolare, non fosse altro perche’ un mezzo di soccorso (unicamente la nave !) impiegherebbe al minimo (se disponibile a partire alla richiesta) 4 gg per arrivare e altrettanto per ospedalizzare un ferito grave.
Il breefing di fine esercitazione sottolinea tutti questi aspetti e ciascuno a modo toccando legno o altro ... fa i dovuti scongiuri ... . F.
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