Descrizione
Gourlay Peninsula, Signy Island, 11 gennaio 2013
Nella parte Sud-Est dell’isola di Signy si estende la frastagliata penisola di Gourlay. Si raggiunge in poco meno di un’ora di cammino dalla base, passando ai piedi del ghiacciaio presso il Khyber Pass e scendendo lungo il Gourlay snow camp.
Su un’altura del promontorio che termina a Rethval Point avvistiamo la prima otaria della stagione, a conferma della ciclicità annuale delle migrazioni di questi animali. Infatti, in genere arrivano ad inizio gennaio, in piena estate, e a fine febbraio ce ne saranno alcune migliaia. Nel 2011, quando ho partecipato insieme a tutti i componenti della base al conteggio delle otarie in giro per l’isola (seal count), ne abbiamo contate oltre 16.000! Un numero, per me, davvero impressionante.
Ma la penisola di Gourlay, in realtà, è il rifugio preferito dai pinguini. Qui nidificano decine di colonie di pinguini di Adelia e Chinstrap, con migliaia di esemplari. Ce ne sono ovunque: sulle scogliere, sulle alture, sulle rocce scoscese o sui ripiani prossimi al mare…dappertutto! E tra le varie colonie o tra le colonie e gli accessi al mare c’è un via vai incredibile: pinguini che vanno, pinguini che vengono, qualche volta sembra che si riconoscano lungo la via e si fermano forse per salutarsi (o per chiedere come è andata la pesca, chissà?!). È semplicemente fantastico! E noi, esseri umani, vestiti del rosso acceso delle divise antartiche, completamente estranei in questo ambiente, restiamo incantati a guardarli nella loro frenetica attività quotidiana.
La frenesia è presto spiegata, basta osservare ciò che accade nei loro nidi: una nuova generazione di pinguini è nata! I pinguini Chinstrap hanno tra le zampe, protetti dal folto piumino, due piccoli di pochi giorni che ogni tanto fanno capolino a vedere com’è fatto il mondo in cui dovranno sopravvivere in futuro; mentre i pulcini dei pinguini di Adelia hanno già un mese e sono grossi come dei pollastrelli, grandi quasi come i genitori ma dal piumino ancora arruffato e di colore scuro.
Anche questa nuova generazione di pinguini conferma la ciclicità della vita antartica. Tuttavia, gli ornitologi del BAS (British Antarctic Survey), che monitorano annualmente le popolazioni di pinguini a Signy e in altri punti del continente, affermano che ci sia una tendenza alla diminuzione del loro numero, forse a causa della diminuzione del krill nell’oceano di cui si nutrono.
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