Verificato

Addio ... arrivederci ... chissa’!

21:44 Jan 24 2013 E. Shackleton, diretti verso le Falkland

Addio ... arrivederci ... chissa’! Addio ... arrivederci ... chissa’!
Descrizione
Ho conosciuto i 5 membri della spedizione British qui a Signy I., arrivando il 29 dicembre scorso: mai visti prima d’ora (a malapena sapevo il nome di Matt, il capobase, per averlo sentito nominare da Luca che gli aveva scritto prima di partire: lui lo conosceva dal 2011). Bruce, Mick... dei nomi, altrettanto anche se sempre piacevole sorpresa la presenza femminile... Marie e Stacey.
Eppure ieri, vedendoli un po’ sommessi tutti e cinque allineati sul moletto di Signy Island a salutare mentre la nostra lancia/tender si allontana velocemente, avevo un nodo alla gola, mi sembrava di lasciare qualcosa che faticavo al pensiero di dover abbandonare.
E’ la quarta volta in Antartide, ho vissuto in passato anche esperienze di altro tipo di spedizioni (speleologiche ad esempio) in ambienti senz’altro meno duri e ostili: pero’ dopo un tempo passato in una tenda, a temperature di -10/-15 °C, con due persone che prima neanche conoscevi, ma che per un mese dividi con loro i 5 mq o poco piu’ del “rifugio”, sembra nasca un qualcosa che non si rompera’ mai! Un legame indissolubile! All’addio/arrivederci... una tragedia (in testa... nel cuore)! Certo una bella amicizia e’ nata di sicuro, ma ho osservato, e credo sia stato reciproco e condiviso, vedendo anche gli atteggiamenti dei compagni di avventura del momento, un qualcosa che nel contesto sembra un legame di catene e dopo qualche giorno, nella propria famiglia, tra i propri affetti (quelli di sempre, della vita, quelli piu’ veri e radicati) si scioglie. Lascia sì una traccia, dentro di te, ma poi in qualche e-mail, in una telefonata... si stempera velocemente.
Ma anche stavolta ripensando ai 5 sul molo nella foschia, ho pensato che non succedera’! Che questa volta e’ diverso, e’ stato tutto piu’ intenso, piu’ vero: piccola l’isola, piccola la base, piccolo il numero dei partecipanti, condiviso il loro cibo, la mia pizza, le pulizie da parte di tutti! Non ho manifestato ancora a Luca questi pensieri, voglio che li legga, cosi’, qui, cosi’ dira’ anche lui la sua e mi dira’ come ha vissuto la partenza di ieri... Tra l’altro e’ da piu’ di 12 ore che non lo vedo, anche se sulla Shackleton siamo si e no in 7-8 passeggeri... (forse si sta “disintossicando” dalla mia presenza... lo capisco!).
E quindi un pensiero sincero a Matt, il capobase sempre efficiente e preciso, a volte apparentemente quasi troppo “burocratico” in un contesto di una “comunita’” cosi’ piccola; a Mick il simpaticone scozzese responsabile degli impianti teconologici, che diceva “stupid” riferendosi occasionalmente a un elefante marino o al suo computer, come il mio amico Ambrogio di Milano; a Bruce con la sua infallibile cantilena nella “chiamata radio“ di comunicazione... “Signy, Signy... Bruce?!”... che e’ diventato un vero grido di battaglia (!) e sul quale abbiamo bonariamente ironizzato. A Stacey la ragazza inglese biologa dei pinguini, carina e simpatica, sempre pronta a sorridere a ogni incontro nel corridoio tra i laboratori e la sala “ricreazione/pranzo”, sempre disponibile a raccontare le ultime novita’ del “vomito” dei pinguini che andava a raccogliere e analizzare, per i suoi studi e le sue ricerche.

E per ultima, non per importanza, ma perche voglio dedicarle un pensiero speciale, Marie: la ragazza della repubblica Ceca, biologa/ecologa del British Antarctic Survey a Cambridge. Non credo sara’ stato facile per una ragazza dell’est entrare nel B.A.S. se non dimostrando una capacita’ sicuramente fuori dal comune: un’attaccamento e una dedizione straordinaria al suo lavoro l’ha dimostrato anche in questo breve periodo, lavorando duramente alla raccolta dei campioni, anche andando spesso su per il ghiacciaio da sola, anche con un certo pericolo, riportando “zainate” enormi di campioni (neve, ghiaccio, acqua di fusione) e facendo notte in laboratorio in analisi che non potevano essere rinviate. Un sorriso (raro per la verita’) ma che “scaricava” tutta la fatica e la pressione psicologica per portare avanti un lavoro da sola, che sarebbe stato pesante per due o tre persone. Una ragazza/donna sulla quale uno proietta con facilita’ le speranze e le “fantasie” per il futuro e la carriera dei propri figli.
Grazie Marie, grazie a tutti i ragazzi di Signy Island.
Oh cavolo e Luca? Non potevo avere compagno migliore di spedizione: sempre allegro, disponibile, sia quando ha dovuto aiutare me nelle attivita’ di perforazione, sia quando su aspetti legati all’installazione della strumentazione, conduceva il “gioco” e io lo aiutavo... bravo! Ben sincronizzati sia in giri rilassati a fotografare i pinguini, o in camminatone su e giu’ per i piccoli rilievi dell’isola tra ghiacciai e morene, anche con bufera di neve. Bene. Beh, Luca di scuro lo rivedro’ in futuro... Grazie di avermi sopportato Luca. F.
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