Descrizione
Come sempre, quando un’esperienza si avvicina alla fine, si prova un po’ a tirare le somme, o come si dice ... a fare bilanci. Le “esperienze” quotidiane legate al viaggio straordinario, al posto straordinario, alle persone fuori dal comune, agli animali insoliti, le abbiamo gia’ un po’ riferite e ora proviamo a raccontare cosa abbiamo fatto ... seriamente, di lavoro !
L’obbiettivo principale della spedizione e’ stato eseguire la perforazione per la posa della catena di sensori termometrici, necessari a monitorare il permafrost di Signy Island. La perforazione e’ stata eseguita come nelle piu’ rosee aspettative, sulla vetta (pochi decimetri sotto il “pilastrino” della cima) della collina prevista tra la cima meteo/tower e il back slope, sopra la base: il tutto non senza qualche difficolta’ a raggiungerla con il piccolissimo cingolato disponibile, su un versante privo completamente di traccia (con grossi sassi e una pendenza apprezzabile e con depositi sciolti in pieno disgelo estivo). La profondita’ prevista di 30 m (31 per la precisione) e’ stata raggiunta con grande rapidita’ anche grazie all’assenza di fratture, o importanti discontinuita’, o acqua o quant’altro che generalmente crei problemi di avanzamento, con un’attrezzatura per ovvia necessita’ di trasporto di piccole/piccolissime dimensioni. Dopo la perforazione e la posa del tubo in plastica di rivestimento del foro, abbiamo effettuato quasi 2 settimane di misure con una catena termometrica provvisoria per definire la posizione ottimale delle profondita’ dei 13 termometri (o termistori) da installare (ovviamente con il coordinamento scientifico da “casa” del prof. M. Guglielmin, che veniva aggiornato tempestivamente dei risultati di queste rilevazioni).
Abbiamo installato la stazione di misura risolvendo alcuni problemi logistici : nuovi passacavo sul quadro che contiene il datalogger (computer) della stazione, nuovo inserimento del programma di raccolta e memorizzazione dei dati (installato per un malinteso, in modo errato dal fornitore della strumentazione), adeguamento della posizione del sostegno (tripode) della stazione anche in relazione alle lunghezze dei cavi dei sensori, protezione del tutto anche dall’eventuale accidentale “interferenza” con le otarie (leoni marini) che tra qualche giorno imperverseranno sulla collina. Abbiamo inoltre installato “un’imprevista” fotocamera che fa il monitoraggio del livello della neve nei pressi della stazione (e dei sensori di temperatura posti nella roccia superficiale), completando il quadro con una “griglia” di paline centimetrate intorno al sostegno (tripode) della stazione, cosi’ che le due foto giornaliere della fotocamera, forniscano anche la situazione degli spessori del manto nevoso intorno all’installazione.
Parallelamente, intervallando i lavori di cui sopra a ampii giri dell’isola, abbiamo realizzato una sessantina di punti (stazioni) di misura delle caratteristiche meccaniche della roccia in posto (con il martello di Smidth) disperse in punti “strategici” dell’isola ma girandola quasi completamente e facendo localizzazione e rilievi fotografici di questi punti di stazione, il tutto finalizzato a uno studio in corso che mette in relazione le caratteristiche meccaniche della roccia all’esposizione della stessa agli agenti atmosferici e conseguentemente al suo livello di alterazione.
Piccolo “contrattempo” che abbiamo “subito”, ci e’ stato impossibile procedere alle ipotizzate rilevazioni di tipo geomorfologico, della zona nord/ovest dell’isola, in quanto la copertura nevosa e’ risultata eccessiva (e quindi la morfologia completamente mascherata) sia per la stagione estiva “solo” un po’ iniziale ma anche e soprattutto a causa di una copertura nevosa eccezionale per l’anno corrente.
Insomma, nel complesso tutto quanto era previsto di importante, l’obbiettivo primario della ns missione, e’ stato portato a compimento risolvendo tutti i piccoli/grandi problemi di tipo pratico, o elettronico o di raccolta dati che ci si sono presentati. Il tutto con 3 (dico tre !) giorni di sole sui 25 gg di permanenza sull’isola di Signy.
L’affiatamento tra noi e’ stato ottimo: ognuno di noi ha dato il meglio delle sue capacita’, mantenendo sempre un clima di serenita’ e perche’ no anche di scanzonata cordialita’ anche nei momenti un po’ piu’ delicati.
F. e L.
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